INNO DI SAN MARCO PROMOSSO DAGLI ISCRITTI
MESTRE. Tutti almeno un momento d’accordo: per l’Inno Nazionale e per l’Inno di San Marco
tratto dal Mattino di Padova del 07/06/2011 - di g.n.p.

 

L’apertura dell’annuale assemblea di Confindustria Venezia, per la prima volta a Mestre, ha coinvolto nel canto tutta la platea. L’idea personale del presidente Luigi Brugnaro ha colto nel segno ed è piaciuta agli iscritti. Dice Simone Cason di Koinè: «È stato un modo per ricordare a tutti che siamo imprenditori italiani e veneziani  insieme soprattutto in un momento di difficoltà. È un richiamo ad impegnarci e ad andare avanti anche comprendendo che fare l’imprenditore non è per tutti e che proprio per questo abbiamo responsabilità nei confronti dei nostri lavoratori e che per un’azienda che non può stare sul mercato ne esiste una che opera anche per assorbire quella forza lavoro».

Un segnale che arriva dopo la silenziosa marcia degli industriali di Treviso sulla quale, però, i colleghi veneziani sono su posizioni diverse. Per Cason è stato un gesto non condivisibile: «Per quanto vicino ai trevigiani nella loro azione, preferisco si faccia un mea culpa generale e si lavori seriamente per essere ancora più concreti». Per Marinese «non è tempo di marce eclatanti quanto di fatti che nascono dalle idee».

Invece, Mirco Viotto si rammarica di non esserci stato: «Avrei voluto essere presente, ma impegni di lavoro me l’hanno impedito. Sarà anche stato un gesto eclatante, ma finalmente industriali e politici hanno chiesto di lavorare insieme. Dobbiamo dotare il sistema Italia di un programma con il quale lavorare insieme per migliorare la vita di tutti, degli imprenditori come dei lavoratori».

Interviene Paolo Trovò: «Per me è stata la marcia del silenzio assordante nel loro marciare uniti senza dire una parola, il gesto di imprenditori e politici, guidati dal Presidente Tomat, ha avuto un effetto devastante. Vorrei fosse solo la prima di tante marce per fare uscire anche Venezia dal proprio orticello. Uniti come eravamo durante l’esecuzione degli inni». La pensa allo stesso modo Damaso Zanardo che sorride pensando alla marcia trevigiana.

«Peccato, avrei voluto esserci. È un modo giusto di agire se però, dopo la marcia, si inizia ad agire tutti insieme.

È stato bello cantare insieme l’Inno di Mameli; ora quello stesso spirito dovrebbe farci dimenticare i nostri campanilismi e unirci tutti».