Tra le quattro figure che Benedetto XVI canonizzerà domani in San Pietro anche il prete che a Lecce avviò la cura fisica e spirituale delle persone non udenti
Filippo Smaldone: un santo per i sordi
Avvenire del 14.10.2006 - di Laura Badaracchi

 

Vivere sulla propria pelle una disabilità invisibile non è facile. E spesso a questa difficoltà si aggiunge quella di inserirsi in una comunità parrocchiale, in un gruppo giovanile. Quella dei sordi, secondo suor Prisca Corrado, «è una disabilità invisibile, quindi spesso non considerata tale e dimenticata». La religiosa è responsabile a Roma del Centro nazionale per la pastorale dei sordi, aperto nell'anno del Giubileo e intitolato a Don Smaldone, il sacerdote che sarà canonizzato domani in San Pietro (insieme a Rosa Venerini, Theodore Guerin e Rafael Guizar Valencia di cui abbiamo parlato ieri). Filippo Smaldone è il fondatore delle Suore Salesiani dei Sacri Cuori, congregazione da lui voluta e pensata in vista della cura (fisica e spirituale) delle persone non udenti. A piazza San Pietro, domattina, saranno oltre 12mila i pellegrini (e tra loro, ben 5mila sordi) provenienti da tutta Italia e dall'estero per festeggiare questo nuovo santo. Per loro verrà assicurato il servizio di interpretariato durante la canonizzazione e la visione dell'interprete, sui grandi schermi, perché la celebrazione sia accessibile a tutti.

Smaldone nacque a Napoli nel 1848 e scoprì la sua particolare chiamata imbattendosi un giorno, nella chiesa di Santa Caterina in Foro Magno, con una madre che teneva in braccio il suo bimbo sordomuto che continuava a piangere. Da quell'incontro il giovane Filippo comprese che la missione a cui Dio lo chiamava non si trovava in terre lontane ma nei luoghi dove era cresciuto. Ordinato sacerdote il 23 settembre 1871, iniziò proprio nel capoluogo partenopeo il suo apostolato tra i sordomuti, impegnandosi a conoscere mezzi e metodologie efficaci per la loro formazione cristiana e professionale. Approdato a Lecce nella primavera del 1885, nello stesso anno diede il via alla fondazione della congregazione delle Salesiane dei Sacri Cuori, animata dal carisma dell'educazione e dell'istruzione. Spentosi a Lecce nel 1923, don Filippo venne proclamato beato da Giovanni Paolo II il 12 maggio 1996. Sei anni dopo fu presentata dal postulatore monsignor Luigi Porsi alla Congregazione delle cause dei santi la documentazione relativa alla guarigione miracolosa di suor Basilide Urbano, salesiana dei Sacri Cuori, avvenuta nel '99. Un lungo iter, quindi, che ha portato fino alla canonizzazione del fondatore, le cui reliquie sono venerate nella città salentina dove si spense.

«Promozione umana, scolarizzazione e pastorale dei sordi» sono alcuni dei cardini dell'apostolato attuale delle Salesiane dei Sacri Cuori, evidenzia suor Ines De Giorgi, vicaria generale della congregazione, osservando che «questo tipo di deficit sensoriale richiede particolari attenzioni, anche se il problema riguarda una piccola porzione di fedeli. C'è ancora molto da fare per sensibilizzare in questo senso parrocchie e vescovi: non si può partecipare alla liturgia e ad altri momenti della vita ecclesiale senza comprendere il linguaggio e senza poter superare le difficoltà della comunicazione verbale». In tutta Italia, circa 1.200 sordi giovani e adulti vengono affiancati dalle suore in un itinerario di accompagnamento nella fede. Impegnata a tempo pieno su questo fronte anche suor Prisca Corrado, che snocciola i problemi concreti con cui deve fare i conti quotidianamente: «Difficile rintracciare e raggiungere soprattutto i giovani, un po' per i motivi degli altri ragazzi della loro età; ma i sordi purtroppo si sentono ancora estranei nella Chiesa, non accolti, ad esempio quando devono partecipare agli incontri si presenta la difficoltà di comprendersi. Ci vuole non solo l'interprete Lis (linguaggio dei segni), ma anche l'assistente alla comunicazione che stia accanto ai non udenti: un accompagnamento analogo a quello necessario per i non vedenti. E per le parole scritte non bastano i sottotitoli».

Intorno al Centro don Smaldone ruotano oltre 200 persone sorde ogni mese, ma tra loro i giovani sono ancora pochi, riferisce suor Prisca, che l'estate scorsa ha partecipato alla Gmg di Colonia con un gruppo di 80 giovani non udenti. Quest'anno è stato avviato nella parrocchia di Sant'Ireneo un corso di preparazione alla Cresima, mentre nella basilica di Santa Maria in Trastevere alcune coppie di non udenti si stanno preparando al matrimonio insieme ad altri fidanzati "normodotati": è questa, secondo la religiosa, la frontiera a cui mirare. Sogna con passione una piena integrazione dei sordi nelle comunità parrocchiali, perché sia possibile anche per loro «una partecipazione piena alla vita della Chiesa».