Non apre la porta dell'autobus a una disabile. Scoppia la polemica
LIDO di Venezia
Gazzetino di Venezia del 20.02.2007 - di L.M.

 

L'autista non vuole aprire le porte posteriori per fare scendere dal pullman una persona diversamente abile. E a bordo dell'autobus tra i passeggeri scoppiano subito caos e polemiche. E' accaduto giovedì scorso, poco dopo mezzogiorno, a bordo dell'autobus numero 339 di linea B Actv partito da piazzale Santa Maria Elisabetta e diretto verso Malamocco.

All'altezza della fermata di Ca' Bianca una donna non vedente e sordomuta, accompagnata da un'altra persona, ha chiesto all'autista fossero aperte anche le porte posteriori del bus per poter scendere. L'autista, però, le ha risposto che si poteva scendere solo dal centro. E qui è scoppiato il parapiglia. Non sono mancate, urla insulti e minacce. A denunciare l'episodio è stato un giovane passeggero, M.B, che ha raccontato quanto accaduto.

«Si vedeva nettamente che la persona che doveva scendere dall'autobus era diversamente abile e quindi aveva gravi difficoltà a muoversi - racconta M.B. - per questo motivo a voce alta l'accompagnatrice ha chiesto di aprire gentilmente anche le porte dietro per farle fare meno strada. L'autista, sempre a voce alta, le ha però risposto che per principio doveva scendere dal centro.

A nulla sono valsi alcuni tentativi di mediazione, il mio e quello di altri passeggeri. Quando poi sono sceso io a Malamocco l'autista mi ha minacciato dicendo che dovevo sperare di non incontrarlo più in giro».

Secca però la replica dell'Actv. «Tutti gli autobus al Lido - risponde l'azienda - sono dotati di pedana che si abbassa e piattaforma per la carrozzina al centro. L'autista perciò ha il dovere di far scendere al centro le persone che hanno difficoltà a deambulare. Altrimenti, nel caso in cui il passeggero si facesse male mentre scende, la responsabilità ricadrebbe sullo stesso.