UN PERCORSO CON POCHISSIME CURVE, UN'ATTENZIONE SPECIALE PER ...
Gazzettino di Padova del 21.04.2007

Un percorso con pochissime curve, un'attenzione speciale per le esigenze logistiche, una tradizione che si rinnova ogni anno. Il rapporto tra la Maratona di S.Antonio e gli atleti disabili è da sempre solida e in ciascuna edizione si rinforza.

Domani saranno oltre 180 a prendere il via da Vedelago in una prova valida con Grand prix mondiale disabili. Un numero record, soprattutto per gli standard italiani, che conferma l'attenzione dell'organizzazione per le prove paraolimpiche, visto che a Padova si sono disputati anche i campionati italiani di categoria. E il titoli non udenti della distanza, che si assegna per la prima volta quest'anno, vede oltre venti partecipanti. Quest'anno i campionati italiani si sono svolti a Roma, dove sono partiti in 160. Un'ulteriore conferma che Padova è la gara preferita proprio dagli atleti. Alla base di questa preferenza senz'altro un percorso che si adatta in maniera spendida soprattutto a chi gareggia in carrozzina, non solo per il profilo altimetrico praticamente piatto, ma anche per le pochissime curve che si incontrano. Ne esce un gara velocissima, dove si sono finora sprecati i record del mondo, con Francesca Porcellato nel 2005 (paraplegici T53 - 1h38'29"), e con l'austriaco Thomas Geierspichler (tetraplegici T52) che nel 2005 ha chiuso in 1h46'33 e l'anno scorso si è addirittura migliorato fermando il cronometro sul tempo di 1h43'45. Anche Andrea Cionna (non vedenti T11) ha firmato il record del mondo, sempre nel 2005, con 2h36'02.

Le caratteristiche tecniche non sono però l'unica attrattiva della maratona padovana. La grande attenzione per permettere di gareggiare al meglio e il calore del pubblico sono altri elementi importani: «Lungo queste strade c'è un calore che altrove non si trova spiega Antonella Munaro, maratoneta di Camposampiero e componente del Comitato Italiano Paralimpico E non lo dico perché essendo nata a Camposampiero ho il privilegio di poter gareggiare in casa: la gente qui ti incita dal primo all'ultimo chilometro come da nessun'altra parte».

Domani Antonella Munaro, vincitrice a Venezia nel 1999, ci sarà, oltre ad Alvise De Vidi, tredici medaglie olimpiche in carriera, Roberto Brigo, secondo a New York nel 2001, a Geierspichler che se la vdrà col norvegese Bakaas Laars, con i francesi Rodolph Cecillan e Xavier Chambost e col canadese Clayton Gerein. Un atleta in carrozzina, Tushar Patel, arriverà addirittura dall'India con l'obiettivo è quello di realizzare il minimo di partecipazione per le Paralimpiadi di Pechino.

E sarebbero tante le storie da raccontare, come quella di Alan Savio e suo figlio Jacopo, ragazzo disabile motorio di 12 anni. Jacopo parteciperà alla Maratona grazie a uno speciale passeggino, spinto dal padre. Assieme correranno per il progetto Fai correre un bambino (per informazioni si può scrivere all'indirizzo email: faicorrereunbambino@libero.it), con lo scopo di raccogliere fondi per l'acquisto di biciclette riabilitative (costo di circa 5 mila euro), destinate a ragazzi con gravi disabilità motoria che abitano tra le province di Pordenon e e Udine. Alan e Jacopo hanno già corso nella maratona di Treviso, chiudendo in 3 ore e 26'.

Anche Alessandro Villa ha 26 anni di Monza ha una storia speciale che lo porta ad essere al via da Vedelago. Una rara malattia ereditaria che colpisce il midollo spinale, l'atassia, l'ha costretto su una sedia a rotelle. Proprio per far parlare della sua malattia a marzo è andato da New Orleans a Memphis, spingendo con le braccia la sua bicicletta a tre ruote (handbike) per quasi 800 chilometri. Ha in progetto di ripetere l'impresa anche in Italia, viaggiando in handbike da Milano a Roma. A Padova sarà seguito anche dalle telecamere del programma di Rai Tre Racconti di vita.