Riceviamo e pubblichiamo.
«Ho avuto occasione di andare ...

Gazzettino di Venezia-Mestre del 11.11.2008 del dr. Luigi Bonaldo (lettera ricevuta dal Gazzettino e pubblicata)

 

«Ho avuto occasione di andare per la prima volta, di domenica, all'Ospedale all'Angelo per visitare una paziente ricoverata per una caduta rovinosa, al piano 5° in Neurochirurgia Maxillo-facciale. Ricordavo qualche critica a suo tempo pubblicata anche sulle pagine de "Il Gazzettino" a proposito del calore nei mesi estivi che si accumula nel grande atrio dove è stata sistemata l'attesa per le visite ambulatoriali; il grosso problema dei collegamenti telefonici, quello dei parcheggi per le macchine dal costo esoso e per i disabili quello del contestuale licenziamento di alcuni primari, ecc..

Parlando con qualche persona si è criticata fondatamente la scelta di aver costruito questo megagalattico complesso che dovrebbe servire ed essere comodo per i cittadini, gli ammalati soprattutto e per quelli che vanno ad aiutarli e a visitarli, in una desolata terra di nessuno, dove si è trovato anche il modo di rendere difficile e complicato l'accesso con l'automobile. Ci sono quindi tutte le premesse per chiedersi se e quali vantaggi ci sono stati col nuovo ospedale, considerata la parità dei posti letto con l'ex Umberto I° e l'assoluta comodità di raggiungere quest'ultimo quando era l'ospedale della terraferma.

Dicevo, prima, di essere andato di domenica: nessun dipendente o portiere cui potersi rivolgere per avere delle indicazioni. Ora ci sono 5 blocchi distinti indicati con colori diversi su un pannello con i nomi dei vari reparti, ambulatori, uffici, degenze. Entrati in uno di questi blocchi, a mezzo ascensore, si diventa automaticamente prigionieri del blocco stesso per cui se si sbaglia la scelta del blocco è necessario perdere dell'altro tempo. E spiego come. Dunque...la succitata Neurochirurgia maxillo-facciale è indicata come esistente nel blocco C - giallo al 5° piano. Qui giunti alle 15 di domenica 2 novembre 08 troviamo la porta chiusa...nessuno risponde al campanello.. non si entra da quella parte (fortunatamente arrivano due infermiere che aprono la porta con un telecomando).

Quando usciamo (mia moglie ed io) scendiamo con l'ascensore blocco A - azzurro, ma guardando tutte le indicazioni poste non risulta in alcun modo che per andare al citato reparto si debba usare l'ascensore del blocco A. E oltre per queste disfunzioni e critiche, reputo opportuno far presente che in un bar in Piazza Barche c'è una raccolta di firme, con carta d'identità, per l'istituzione di un Pronto Soccorso presso il Policlinico S. Marco di Mestre in considerazione, appunto, della scomodità e del tempo che si perde per raggiungere l'Angelo.

Non ritenevo, anni orsono, di raggiungere ad ottant'anni questo indecente trattamento sanitario.