L’ASSISTENZA DOMICILIARE AGLI ANZIANI E AI DISABILI
Tratto da www.gazzettino.it del 07.08.2009 - di Michela Danieli

 

L’assistenza domiciliare agli anziani e ai disabili; i centri diurni che supportano le famiglie; il sostegno alla residenzialità che consente di evitare il costoso e avvilente ricovero in ospedale; il telesoccorso che garantisce una voce amica e un consulto medico quotidiano a migliaia di utenti.

Tutto il sistema socio-assistenziale padovano potrebbe scricchiolare già dal 2010, sotto la scure dei tagli ai trasferimenti regionali. La denuncia è stata fatta ieri dall’assessore regionale alle Politiche sociali Stefano Valdegamberi, mentre annunciava lo stanziamento per il 2009 di 680 milioni di euro per il fondo regionale alla non autosufficienza, che interessa anziani e disabili.

La ripartizione della cifra, fatta in base alla specificità delle province venete, agli indicatori demografici e alla popolazione residente, interessa anche tre aziende padovane. All’l’Ulss 15 saranno assegnati 29 milioni 248.844. La fetta più grossa è stata destinata alla residenzialità degli anziani: 17 milioni e 130mila euro. Segue la voce per la domiciliarità di anziani e disabili per 5 milioni e 985mila euro, e quella dei centri diurni con 4milioni 378mila euro. Alla residenzialità specifica per disabili 803mila euro.

Bacino più ampio e quindi porzione più nutrita per l’Ulss 16, con 67 milioni 811mila euro. Ancora una volta la voce che richiede maggiore attenzione è quella legata alla residenzialità degli anziani: 36milioni 815mila euro. Proporzionale alla densità di popolazione è anche il numero di persone colpite da disabilità, che quindi chiede di investire per strutture di residenza dedicate 12 milioni e mezzo, e poco più di 10 milioni per il mantenimento di centri diurni.

Infine l’Ulss 17, con 23 milioni 135 mila euro, di cui nel 14 milioni e mezzo per la residenzialità degli anziani, cui si aggiungono poco meno di 4 milioni per l’assistenza domiciliare. Scivola in coda il disabile, con poco più di 3 milioni per i capitoli di abitazione e centro diurno. Infine a ciascuna Ulss spetterà un fondo non vincolato dalle linee di intervento, e quindi gestibili più arbitrariamente.

«La popolazione invecchia a Padova più che in altre città d’Italia - commenta l’assessore regionale - Indebolire il sistema della domiciliarità per i non autosufficienti, significa indebolire le famiglie».