PENSIONI, SALE L'ETA' DELLE DONNE
Sole24Ore del 13.01.2009 - di Roberto Padrin

 

I voti della crisi ( Discriminazione. La soluzione nella Pa supera In Parlamento. Per rinnovare le norme IL NUOVO WELFARE la violazione dell`articolo 141 del Trattato probabile la via dei Ddl comunitario 2009 Pensioni, sale l`età delle donne Il Governo scrive alla Ue: ci adeguiamo con gradualità e flessibilità Davide Colombo ROMA m Il Governo si impegna ad allineare l`età di pensionamento di vecchiaia tra donne e uomini impiegati nella pubblica amministrazione secondo criteri di flessibilità e gradualità. Ieri dal Dipartimento per le Politiche comunitarie è partita alla volta di Bruxelles la comunicazione for-` male di adeguamento alle richieste contenute nella sentenza del= la Corte di Giustizia del Lussemburgo che, il 13 novembre scorso, aveva evidenziato una discriminazione in base al sesso nel regime pensionistico dei dipendenti pubblici iscritti all`Inpdap.

La lettera, che nei fatti scongiura l`apertura di una procedura sanzionatoria nei confronti dell`Italia, è stata concordata con la regia del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta tra i vari ministri competenti, da Andrea Ronchi per le Politiche comunitarie, a Renato Brunetta, dal ministro del Lavoro e della Salute, Maurizio Sacconi, al titolare della Farnesina, Franco Frattini.

«L`individuazione delle concrete modalità di attuazione - si legge nella missiva - richiede tuttavia approfondimenti necessari a verificare le conseguenze finanziarie delle varie soluzioni allo studio e a garanti- re la razionalità del sistema previdenziale».

La proposta di modifica dell`attuale regime arriverà dal ministro della Pa e dell`Innovazione, Renato Brunetta, che a fine dicembre ha costituito una commissione tecnica per approfondire il dossier. E secondo fonti del ministero è assai probabile che le norme di adeguamento dei trattamenti di vecchiaia verranno presentate agli altri ministri entro le prossime settimane con l`obiettivo di integrarle poi nel testo del Ddl comunitario 2009.

.Dopo la comunicazione alla Commissione europea il coordinamento sul testo verrà seguito anche dal Dipartimento per le Politiche comunitarie, dove si coordineranno i capigabinetto di altre tre dicasteri: Pa e Innovazione, Pari Opportunità ed Economia.

Secondo una stima dei tecnici di Ronchi, se l`Italia non si adeguasse alla sentenza della Corte di Giustizia le sanzioni sarebbero di due tipi: una penalità forfettaria, per sanare il pregresso creato con la violazione dell`articolo 41 del Trattato Ce (discriminazione professionale in base al sesso), la cui entità non sarebbe inferiore ai io milioni di euro, e una penalità di mora aggiuntiva di carattere progressivo per ogni giorno di mancato adeguamento che potrebbe variare tra i 12mila e i 70omila euro.

Finora sono due le ipotesi di allineamento sull`età pensionabile circolate per superare l`attuale quadro che prevede il requisito a 6o anni per le donne e 65 per gli uomini. Da una parte si prevede un adeguamento scaglionato (come l`aumento di un anno ogni due del requisito per l`accesso alla vecchiaia delle donne, che diventa obbligatorio e non più facoltativo), dall`altra si punta invece a un primo aumento da 6o a 62 anni per la vecchiaia da accompagnare con l`introduzione di una fascia flessibile di pensionamento di anzianità tra i 62 e i 67 anni uguale per tutti i dipendenti pubblici. Sulle conseguenze finanziare dell`una strada o dell`altra ipotesi si attendono, tra l`altro, le valutazioni della Ragioneria generale dello Stato. Renato Brunetta ha sempre ripetuto, nelle ultime settimane, che le modifiche alla normativa attuale dovrà essere graduale e flessibile, tenendo conto anche del fatto che nel pubblico,impiego il requisito per ilpensionamento divecchiaia è di carattere ordinatorio, il che significa che già oggi chi volesse potrebbe continuare a lavorare anche dopo aver raggiunto il limite d`età.

Il Governo non dovrebbe incontrare grandi ostacoli in Parlamento per un adeguamento previsto da tempo, visto che la Commissione Ue aveva avviato nel luglio del 2005 la procedura che ha poi portato alla condanna della Corte di Giustizia. Un mese fa, quando il ministro Brunetta aveva parlato di «scelta di equità non più rinviabile» il ministro ombra del Pd per la pubblica amministrazione, Linda Lanzillotta, s`era detta «non contraria» in linea di principio all`innalzamento dell`etàpensionabile delle donne a patto che con le risorse ricavate «si aiutino le donne piu`giovani, per esempio finanziando gli asili nido». Diverse e assai più critiche le posizioni del sindacato, formalmente contrario a un intervento sull`età pensionabile dopo la riforma Damiano-Prodi.

Quest`anno, secondo stime Inpdap, dovrebbero essere 16o-17omila i dipendenti pubblici pronti ad andare in pensione, mentre le donne impiegate nella Pa con un`età compresa tra i 58 e i 6o anni sono attualmente nomila.

Tra il 1996 (l`anno successivo alla riforma Dini) e il 2008 su 478.571 pensionate solo 89.710 (il 19% circa) ha deciso di ritirarsi tra i 6o e il 64 anni senza aver raggiunto i 35 anni di versamenti, mentre la maggioranza (44%io) ha lasciato il lavoro prima dei 6o anni. Ma negli ultimi 12 anni ci sono state anche 66.44o donne (13,8%) che hanno lasciato l`ufficio dopo aver compiuto 65 anni.

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COORDINAMENTO Sul testo quattro ministeri al lavoro. La sanzione, in caso di mancata correzione, parte da 10 milioni di euro più una «multa» giornaliera

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Donne e pensioni nella Pa ISCRITTI ALLE CINQUE CASSE DI PREVIDENZA DELL`INPDAP Dati in % TOTALE S UOMINI! DONNE .~` 45 55 Milioni i i (3,6 circa ETÀ MEDIA DEI DIPENDENTI PUBBLICI Dati in anni TOTALE UOMINI 46,6 DONNE 46,1 « 46,4 ::R: ~: ~ i :... SS.SS•i ••S.••.

LE DONNE ANDATE IN PENSIONE Periodo 1996-2008 Inabilità e privilegio 33.272 Maggiore di 65 6,96% 66.440 13,88% TOTALE Meno di 60 210.917 / 478.571 44,06% Tra 60 e 65 con più Tra 60 e 65 con meno di 35 anni di contributi di 35 annidi contributi 78.232 89.710 16,35% 18,75% LE DONNE SENZA I REQUISITI MINIMI Percentuale sul totale di pensionamenti in età compresa tra 60 e 64 anni, nel mirino della Corte di Giustizia Europea Meno di 1998 19,84 ~ - ~ -- 35 ~ 2002 23,15 ~ 2006 117,64 contributi 1999 18,50 ~ 2003 21,73 2007 ~ 16,07 ` - -- ----- ---`-- Ì 2000 1996 13,46 22,93 2004 20,75 2008 1.8,66 1997 16,88 2001 126 49 2005 18,37 ` Media 16,75 Fonte:Inpdap i