APPROVATA LA LEGGE CHE ISTITUISCE IL FONDO PER ANZIANI E DISABILI
Tratto dal Mattino di Padova del 27.11.2009 - di s.zan.

 

VENEZIA. Dopo un iter legislativo di passione più adatto alla Pasqua che al Natale, finalmente ieri il Consiglio regionale ha approvato la legge che istituisce il fondo regionale per le persone non autosufficienti, 120 mila tra anziani e disabili, con un aumento dell’8% annuo.

Il via libera della legge, che consta di 10 articoli, ha richiesto anni di gestazione e sei sedute dell’assemblea di palazzo Ferro-Fini. Il nuovo fondo, che aveva uno scoglio proprio sulla dotazione finanziaria, sarà alimentato da capitoli di bilancio e assegnazioni dello Stato ad hoc, contributi degli enti locali, lasciti, donazioni ed eventuali altre risorse di pubblici e privati, da una quota dell’addizionale Irpef da determinarsi annualmente e da eventuali ulteriori entrate derivanti da leggi successive, nonché dai proventi e dagli interessi della gestione del fondo stesso.

Con tali risorse la Regione si impegna a garantire servizi e assegni di cura a tutti i non autosufficienti del proprio territorio, secondo modalità e criteri stabiliti dalla Giunta e in base a piani individualizzati di cura messi a punto dalle Usl di residenza.  

Tre i nodi principali che hanno reso travagliato il percorso della legge: la previsione iniziale di riservare le prestazioni del fondo solo ai nati in Veneto e a chi vi risiede da almeno cinque anni; la misura delle prestazioni e, appunto, l’ammontare delle risorse per la copertura. 

I primi due nodi erano stati «risolti» demandando alla Giunta il compito di definire i requisiti dei beneficiari e gli indirizzi per stabilire i criteri di compartecipazione alla spesa degli assistiti, ferma restando la gratuità di accesso ai servizi diurni e semiresidenziali. 

Il terzo nodo è stato sciolto invece solo ieri con la conferma della destinazione di una quota del gettito addizionale Irpef al fondo per i non autosufficienti e l’aggiunta di eventuali ulteriori entrate da determinarsi con successive leggi regionali. E’ stato invece respinto il tentativo dell’opposizione di impegnare la Giunta a ripristinare l’addizionale regionale Irpef nella misura massima dell’1,4% sui redditi superiori ai 40 mila euro, in modo da garantire ulteriori 80-90 milioni di euro.

Respinta anche la proposta di implementare di 30 milioni di euro le risorse stanziate nel bilancio 2009.  La vera novità del fondo sta quindi nel contributo della fiscalità generale che coinvolge 3,9 milioni di contribuenti veneti, attraverso la quota dell’addizionale dello 0,9 sull’Irpef. Il fondo regionale dovrà erogare indennità integrative rispetto a provvidenze e assegni statali già riconosciuti. Si prevede che possa erogare indennità medie mensili (o l’equivalente in prestazioni) pari a 1.350 euro per le persone assistite a domicilio e di 2.700 euro per quelle accolte in strutture residenziali.

Il fabbisogno complessivo del fondo ammonterebbe quindi a circa 2 miliardi di euro: detraendo dall’indennità regionale gli assegni di invalidità corrisposti dall’Inps e la quota sociale degli assistiti nei Ceod, il fabbisogno viene calcolato in 1.164 milioni (valori 2008).

Il contributo diretto dei veneti, se fosse confermata l’addizionale Irpef anche per il 2010, garantirebbe un gettito di 670 milioni, pari a una contribuzione media procapite di 170 euro.