Enzo Vanzan piange quando parla dei ragazi del reggimento che stanno partire per l’Afghanistan.
Sono tutti come Matteo, il suo Matteo morto in Iraq nel 2004 al quale lo Stato dopo sei anni concede la medaglia d’oro al valore militare. Medaglia che il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Giuseppe Valotto ha appuntato sul petto di papà Enzo durante la cerimonia che in piazza San Marco ieri mattina ha rappresentato il saluto della città al Reggimento Serenissima. Presenti il comandante del Reggimento, colonnello Giovanni Parmiggiani, il sindaco Giorgio Orsoni e il colonnello Emilio Motolese che in Iraq, quando morì Vanzan, comandava il reggimento.
«Era anche ora no? - ha detto Enzo Vanzan che per questa medaglia si è battuto fin da subito come del resto la grande «famiglia» dei lagunari. «Penso che non ci volesse molto per fare questo gesto. Come mio figlio ce ne sono molti che hanno compiuto questo sacrificio. Capisco che la burocrazia è complicata ma per una medaglia potevano fare più veloce. Ma del resto i tempi delle istituzioni non sono mai una cosa semplice».
A proposito il generale Valotto: «So benissimo che le medaglie e le onorificenze non restituiranno Matteo nè a noi nè alla sua famiglia - ha rilevato - ma vorrei dire a papà Vanzan con affetto e sensibilità di padre e di soldato che il vuoto creato dalla sua prematura scomparsa, per quanto enorme e in certi momenti insopportabile, ogni giorno è colmato dal suo ricordo. Ho fatto il possibile affinchè la procedura per la concessione dell’onoreficenza, per quanto complessa e articolata, fosse accelerata».
Il generale ha sottolineato che il Reggimento, che in Afghanistan affiancherà la Brigata Alpina Julia dopo le missioni già svolte in Bosnia, Kosovo, Iraq e Libano, rappresenta per l’Esercito «una preziosa, insostituibile risorsa impiegabile in ogni scenario. Oggi per i nostri ’fanti da mar’ l’Adriatico è ovunque, anche nei più difficili e insidiosi teatri operativi». Già i primi lagunari sono in Afghanistan. Il grosso dei trecentocinquanta tra donne e uomini del Reggimento raggiungerà il teatro operativo entro la prima decade di ottobre. In totale saranno trasferite lì due compagnie e il comando.
Per il sindaco Giorgio Orsoni: «È un grande onore per la città di Venezia ospitare con questa solenne cerimonia il tributo al valore dell’Esercito ad un giovanissimo nostro conterraneo che ha pagato con il più alto prezzo l’impegno di Pace dell’Italia nei conflitti all’estero.
Il suo sacrificio, il pesantissimo tributo che ha pagato il nostro Paese e il nostro territorio alle ragioni della Pace, sia faro che indica senza dubbio alcuno la strada da percorrere. Serva a tutti noi per comprendere intimamente il valore profondo del dialogo fra le genti, il valore della mediazione, della condivisione, della comprensione e della solidarietà. Renda evidente agli occhi di tutti l’inutilità di ogni conflitto», ha concluso il primo cittadino, salutanto i ragazzi del Reggimento Serenissima schierati in piazza San Marco. |