TERRORISMO, UNITI PER NON DIMENTICARE
Commemorate le vittime delle Brigate Rosse e Mazzola e Giralucci uccisi nel 1974
tratto dal Gazzettino di Padova del 11.05.2010 - di Fiammetta Cupellaro

 

«É uscito di casa salutandomi. Non l'ho più visto in vita. E sono trascorsi trentasei anni». Quasi con pudore, non nascondendo un'incancellabile mestizia, Giuditta Mazzola ha ricordato ieri il marito Giuseppe, ex carabiniere in pensione che, insieme all'agente di commercio Graziano Giralucci fu la prima vittima delle Brigate Rosse.

«Dimenticare significherebbe dare alle giovani generazioni un pessimo esempio, perchè questi sono crimini che si ripercuotono su quanti vengono dopo di noi», ha scandito Bruna Vettorato, vedova Giralucci accanto alla figlia Silvia che ha fatto appena in tempo a conoscere il padre, freddato nel 1974. La giornata di ricordo delle vittime del terrorismo è stata celebrata in Prefettura alla presenza delle massime autorità della città.

«Padova ha pagato un prezzo altissimo: l'appuntato Antonio Niedda, Mazzola e Giralucci, il carabiniere Luigi Maronese e l'appuntato Enea Codotto, inoltre - ha scandito il sindaco Flavio Zanonato - vanno ricordati i molteplici episodi di violenza, le sparatorie, le umiliazioni che hanno visto protagonisti professionisti e docenti universitari.

Ma Padova non si è arresa, non si è abbandonata all'odio, ha saputo reagire trovando la forza di mostrare il suo vero volto. Il terrorismo è un disegno eversivo che deve essere interpretato con lucidità, lasciando da parte il romanticismo».

Spazio invece al ricordo dei morti, il sangue, i lutti. La città con il rettore Giuseppe Zaccaria, la senatrice Elisabetta Casellati, il prefetto Ennio Sodano, il procuratore Pietro Calogero e l'assessore Enrico Pavanetto si è stretta attorno ai parenti delle vittime, in un grande abbraccio.