![]() |
INVALIDITÀ VALDEGAMBERI ATTACCA LA RIFORMA DEL MINISTRO SACCONI
|
Ministro Sacconi, ci pensi lei! Evidentemente il caos che si sta verificando nella gestione del riconoscimento dell’invalidità è tale che la Regione si è dovuta rivolgere al ministro del Lavoro per chiedere che venga emanato quanto prima un decreto "riparatore" dopo che dal 1. gennaio la gestione è passata all’Inps. «Siamo già al collasso, il sistema è bloccato in tutto il Veneto. - sottolinea l’assessore alle Politiche sociali del Veneto Stefano Valdegamberi - Per questo chiedo al Ministro Sacconi di emanare un decreto legge di riparazione. In tutto il Veneto ci sono proteste e segnalazioni allarmate che mi sono riportate da tutte le associazioni degli invalidi civili e delle persone con handicap. Si ristabilisca che le Regioni, come il Veneto, che hanno ben funzionato in questi anni come responsabili delle procedure continuino ad esserlo». All’ottobre scorso (quando ancora il referente non era l’Inps) nel Veneto sono state 4020 le revisioni straordinarie d’invalidità, 3667 delle quali hanno confermato i requisiti sanitari, 166 hanno ridotto le percentuali d’invalidità, 187 sono state le revoche sanitarie e 247 le richieste domiciliari accolte. «É una bella dimostrazione di federalismo rovesciato, accentratore. - sostiene Valdegamberi - Lo Stato, non avendo fiducia nelle Regioni, si riappropria di competenze non sue facendo pagare ai più deboli, in questo caso agli invalidi civili, il peso di un'operazione sbandierata come azione di risparmio e trasparenza ma che, molto probabilmente, non porterà né risparmi alle casse statali né vantaggio alcuno per gli invalidi civili. Va ricordato a tutti che, in questi ultimi anni con la guida della Regione Veneto e delle Aziende Ullss, si è arrivati a una diminuzione significativa dei tempi burocratici (sette mesi in meno); inoltre c'è stata un'indagine regionale che ha verificato la non esistenza di frodi in questo settore». Ma se la Regione protesta anche la Federazione dei medici di medicina generale alza il tono. Due le richieste che vengono inviate all’Inps: la prima riguarda la proroga per mettere in grado i 3500 medici di famiglia di attrezzare il sistema informatico per permettere l’invio efficace della certificazione. Chiedono poi all’Inps di accettare fino al 30 giugno il doppio canale di ricezione. «In tal modo sarebbe salvaguardata la certezza del diritto del cittadino a presentare la propria domanda di invalidità - spiega il segretario generale della Fimmg del Veneto, Lorenzo Adami - E ci sarebbe il tempo necessario di attivare il collaudo e la messa a punto dei rispettivi sistemi informatici e le nuove procedure di trasmissione dari». Secondo l'Assessore veneto, «l'Inps nel Veneto sta facendo il possibile. Ma un sistema non si improvvisa in alcune settimane e il danno è tutto sulle spalle degli invalidi civili che hanno anche la beffa di essere visti, non solo come voci di costo per la collettività ma anche come presunti truffatori». |