INVALIDI, INPS ACCUSA I MEDICI LA POLEMICA
Dopo la critica dell’assessore regionale Valdegamberi, interviene l’Istituto

Tratto dal Gazzettino di Padova del 15.01.2010

 

Sulle pensioni d’invalidità si scatena la bufera. Da una parte chi chiede una marcia indietro sul nuovo decreto e dall’altra l’Inps che sfodera numeri per dimostrare che non solo le cose funzionano, ma anzi vanno pure meglio. Secondo l’Istituto, infatti, con l’attuale procedura per il riconoscimento dell’invalidità civile, la liquidazione della prestazione arriva non prima di 345 giorni, mentre dopo la riforna i tempi si accorciano a 120 giorni.

      Il direttore regionale Antonio Pone, anche alla luce di questi dati, rispedisce le accuse al mittente. «Non c'è la necessità di alcun "decreto legge riparatore" - sottolinea Pone - Basta operare con gli strumenti che abbiamo e lasciare che tutti gli attori coinvolti in questa partita si assestino. L'Inps è pronta e ha dimostrato di riuscire in tempi record a predisporre le norme di dettaglio, le istruzioni tecniche, le procedure informatiche in ambiente web, necessarie per operare secondo il nuovo schema. Oggi tutti questi strumenti ci sono e sono operativi».

Ma non tralascia una stoccata ai medici di medicina generale. «A non essere pronti, purtroppo, sono i medici, che nonostante ogni tentativo di coinvolgimento, paiono refrattari a trasmettere i certificati online anziché scriverli a mano su carta. - aggiunge Pone - Possibile che nel 2010 non sappiano utilizzare un pc? No, ovviamente. É più realistico pensare che vi siano in gioco altri interessi, di carattere corporativo, ma allora si eviti di sparare contro l'Inps».

Ma dopo le proteste dell’assessore Valdegamberi (che chiede un intervento di Sacconi), anche la Cia, Confederazione italiana agricoltori, scende in campo. «I cittadini sono costretti a muoversi in una giungla, tra medici di base non ancora attrezzati per la compilazione telematica del certificato, domande da presentare on line e richieste di aiuto rivolte ai patronati o alle associazioni di categoria», denuncia l’Inac Veneto, il patronato della Cia.

«Non è che non approviamo la modalità telematica - spiega Laura Ravagnan, responsabile del patronato Inac Veneto - Quello che non possiamo accettare è che a causa dell'incombenza di una certificazione medica da compilare solo on line, richiesta tra l'altro ai medici di base senza aver dato loro né il tempo né il modo di attrezzarsi, si stanno scaricando sui cittadini tutte le difficoltà e i disagi».

E sfodera alcuni dati. Al 13 gennaio dal sito dell'Inps risulta che dei 3.500 medici di base del Veneto soltanto 112 si sono accreditati, come medici certificatori, in grado dunque di avviare subito la procedura.

Divisi per provincie i medici finora accreditati sono 42 a Venezia, 3 a Verona, 7 a Treviso, 3 a Rovigo, 35 a Vicenza, 2 a Belluno e 20 a Padova.