I SOLDI DEGLI INVALIDI AI POVERI
L’assessore Sernagiotto: «Per aiutare le famiglie in difficoltà recupero gli aiuti alle associazioni dei sordomuti e dei ciechi»
tratto dal Gazzettino di Padova del 15.10.2010 - di Alda Vanzan

 

Una guerra tra poveri? Remo Sernagiotto, assessore ai Servizi sociali della Regione Veneto, scuote la testa: «Non tolgo soldi ai ciechi, li tolgo alle loro associazioni. E per darli alle famiglie in difficoltà, per aiutare i nuovi poveri che sono sempre di più, come è emerso anche dal Rapporto della Caritas». L’assessore tiene tra le mani una delibera, quella che dava contributi a otto associazioni. Il totale erogato nel 2009 è stato di 568.102 euro e 59 centesimi. «Più di un miliardo di vecchie di lire», sbotta Sernagiotto. Che ha già convocato e comunicato agli interessati che quest’anno avranno meno dell’anno scorso e dall’anno prossimo non vedranno un centesimo.

L’Associazione nazionale famiglie caduti e dispersi in guerra di Vicenza, 2.577 associati, dovrà rinunciare ai 5.653 euro avuti nel 2009. L’Associazione nazionale mutilati e invalidi civili del Veneto, 15.320 soci, dovrà dire addio a 56.021,87 euro. Idem l’Associazione nazionale mutilati e invalidi lavoro, 33.714 soci, 30.289,37 euro. Idem l’Associazione nazionale vittime civili di guerra, 3.765 soci, che fino all’anno scorso aveva avuto dalla Regione 30.373,14 euro. E lo stesso dicasi del Centro internazionale del Libro parlato di Feltre che, con 228 soci, aveva dalla Regione 37.640,82 euro. Ancora? l’Ens, Ente nazionale per la protezione e l’assistenza dei sordi, 1854 iscritti, dovrà dimenticarsi dei 188.109,72 euro. Così come l’Uic, Unione italiana dei ciechi, 3.033 soci, un contributo regionale di 191.937,75 euro. Per non dire dell’Unms, l’Unione nazionale mutilati per servizio, 3.251 associati, un contributo regionale che nel 2009 è stato di 28.076 euro.

La Regione toglie soldi a ciechi, muti, invalidi? «No, la Regione darà servizi, ma alle associazioni non darà più un euro. "Non contateci", ho già detto loro - dice l’assessore - Quei soldi, come altri che intendo recuperare, dovranno essere destinati ad altri capitoli di spesa come gli interventi per i senza fissa dimora, come chiedono i Comuni o gli interventi per accompagnare le persone che escono dal carcere così che riescano a trovarsi un lavoro e non ritornino a delinquere. E bisogna aiutare le famiglie in difficoltà a causa della crisi».

Dati sui "nuovi poveri", Sernagiotto dice di non averne: «Aspetto che i Comuni me li trasmettano». A leggere i dati Istat, il 4,5% della popolazione veneta è in una situazione di povertà relativa: almeno 225mila persone non riescono a sbarcare il lunario. Dati destinati a peggiorare con l’ultimo rapporto della Caritas. La Cgia di Mestre ha studiato l’indebitamento delle famiglie venete: a livello provinciale le "sofferenze" maggiori sono a Padova (19.979 euro) seguite da Treviso (18.383 euro) e Vicenza (17.776 euro). Claudio Sinigaglia, consigliere regionale del Pd, dice che la situazione rischia di scoppiare: «Tra i nuovi poveri non ci sono solo gli anziani con pensione minima e le famiglie monoreddito, vanno considerati anche i genitori separati. Senza contare che per le famiglie numerose Stato e Regione non stanno facendo niente».

Sernagiotto: «Bisogna lavorare sui bisogni delle politiche sociali, ma bisogna anche tenere conto dei soldi che non ci sono». Per questo ha in mente un "repulisti": non solo l’azzeramento dei fondi alle associazioni di ciechi e invalidi, ma anche una sforbiciata ad altre spese: «Il sito internet "Veneto sociale", che costa 220mila euro all’anno, non ha senso di esistere, c’è già quello dell’assessorato. E non rinnoverò i 300mila euro per le sperimentazioni delle tossicodipendenze a Verona: sono dieci anni che sperimentano!».