"FACCIAMO UNA VENDEMMIA DI MULTE" COMANDANTE DEI VIGILI SOTTO ACCUSA
Fa sensazione l’e-mail spedita ai vigili in servizio a Cadoneghe e Vigodarzere dal comandante Romeo Daniele. Si auspicava una "vendemmia" di multe. Il comandante, infuriato, si difende: "Sono frasi in gergo"
tratto dal Mattino di Padova del 27.07.2010
- di Paolo Baron
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Il comandante dei Vigili Romeo DanieleCADONEGHE. «Una vendemmia» di multe. Così auspicava il comandante dei vigili urbani dell'Unione dei Comuni dei Mediobrenta (Cadoneghe e Vigodarzere) Romeo Daniele in una e-mail spedita ai suoi agenti nel maggio scorso. Nella lettera, infatti, Daniele chiedeva ai suoi uomini di fare una «vendemmia (di multe)» anche se durante il servizio di pattuglia sarebbe piovuto.
Un invito (o una forzatura?) che evidentemente non è andato giù a qualcuno che ha stampato e fatto in modo che l'e-mail diventasse pubblica. Apriti cielo. Il comandante Romeo Daniele si è difeso spiegando che quelle frasi erano gergali e che non suonavano come un consiglio per fare «cassa». Anzi, erano uno sprone per lavorare alacremente anche durante i giorni di pioggia.
GUARDA La mail del comandante
Ma cosa scrive Daniele nel messaggio di posta elettronica, datato 6 maggio 2010, e con «soggetto» il progetto provinciale? «Solo per dirvi - scrive C.te R.D. (come si firma alla fine) - che sono contento di come viene compiuto il progetto provinciale. Mi raccomando di spartire sempre il tempo di controllo a metà fra i due Comuni e di mantenere comunque fino alle 22 le due pattuglie (quando 2 presenti) una in un Comune e l'altra nell'altro. Semmai dopo le 22 operare insieme». E fin qui tutto ok. Sono le ultime due righe a dare corpo ai sospetti dei cittadini che i vigili urbani pensino soltanto a fare cassa...
«Ah, - chiude Daniele - anche se piove durante il servizio qualche "frutto" (proprio tra virgolette, ndr) economico non farebbe per nulla male, vedete se vi riesce possibile nelle 4 ore ugualmente la "vendemmia" (sempre fra virgolette)! E' più disagevole operare, d'accordo, ma... siamo vigili».
«Non ho nulla da dire - replica seccato Daniele - E mi dispiace che una comunicazione interna sia finita in mano ai giornali. Comunicazione scritta "in gergo" proprio perché doveva rimanere fra colleghi. E contesto l'interpretazione: il mio non era un invito a fare più multe. Bensì a non rinunciare ai controlli anche se piove. Proprio perché siamo vigili e a volte la gente ci accusa di lavorare poco. Ma se ci fermassimo a causa di due gocce di pioggia allora sì che non saremmo dei bravi dipendenti». |