I GENITORI DEI DISABILI SI RIBELLANO ALL INPS
tratto dal Mattino di Padova del 28.07.2010 - di fa.p.

 

Sono stanchi di continui controlli. Sono affetti da sindrome di down, autismo, ritardo mentale: patologie da cui non si guarisce.

Eppure l’Inps da anni continua a bussare alle loro porte, chiedendo di certificare il proprio handicap. In altre parole chiede loro tempo e denaro per dimostrare che sono invalidi. Non ci stanno a passare per furbetti. L’associazione Dadi, guidata dalla sua vice presidente Patrizia Tolot (in foto), ha in programma per questa mattina alle 11.30 un’irruzione negli uffici di piazza Insurrezione.

Recapiteranno all’Istituto nazionale della previdenza sociale un’enorme busta (due metri di lunghezza per uno e mezzo di altezza) in cui ficcheranno dentro il maggior numero di certificazioni possibili: «Ad uffici preistorici risposte preistoriche», tuonano «porteremo tutte le visite fatte finora, documentazioni tra le più varie che abbiamo fatto nella nostra vita.

Ci sarà poi una bella letterona stile pergamena (siamo ancora a quell’epoca nei nostri uffici) dove noi genitori autocertifichiamo il permanere dei requisiti: i nostri figli», sottolineano a gran voce «hanno patologie certificate e irreversibili così come più volte stato certificato dalle innumerevoli commissioni mediche».

L’associazione Dadi intende protestare contro l’ennesima verifica dei requisiti d’invalidità, già attestata dagli organi competenti più volte sin dalla nascita. Dicono «Stop a inutili controlli: non siamo noi i falsi invalidi, cercate altrove».

Poi «Stop ai ripetuti controlli anche sui nostri bambini: dalla trisomia 21, autismo o ritardo mentale non si guarisce».

”Stop a richiami a visite ogni due anni per i minori e stop a tutto questo grosso spreco di risorse pubbliche: il personale amministrativo costa solo alle nostre tasche».