PAVANETTO TUONA CONTRO LE MULTE
"I nostri contributi ai Comuni puntano alla sicurezza, non a fare cassa"
tratto dal Mattino di Padova del 28.07.2010 - di Paolo Baron

 

«I contributi della Provincia servono alla sicurezza, non per far cassa» tuona perentorio da Palazzo Santo Stefano l’assessore Enrico Pavanetto, all’indomani della pubblicazione di una e-mail con la quale il comandante della polizia locale dell’Unione del Medio Brenta, Romeo Daniele, invitava i suoi agenti a «vendemmiare» multe anche con la pioggia. Volendo vederci chiaro, l’assessore provinciale alla Sicurezza ha già chiesto un incontro con il presidente dell’Unione del Medio Brenta, che da giugno è il sindaco di Cadoneghe, Mirco Gastaldon.

«Il principio del far cassa non è tra quelli contemplati nei progetti della Provincia - spiega Pavanetto -. Fa specie che un comandante di aree importanti come quelle di Cadoneghe e Vigodarzere, inviti i suoi agenti a far multe parlando di un progetto provinciale. Di sicuro non è uno spirito condiviso né da noi né da chi quotidianamente presta servizio per il bene dei propri cittadini». E aggiunge: «Un conto è fare controlli e accorgersi di gravi infrazioni che meritano la contravvenzione, un altro è inviare volontariamente i propri uomini a tartassare i cittadini».

Dall’Unione provano a gettare acqua sul fuoco, mostrando come le multe staccate a Cadoneghe e Vigodarzere non si discostino dai numeri degli altri Comuni: nel 2009 i vigili del Medio Brenta hanno elevato multe per 329 mila euro, Selvazzano 300 mila, Rubano quasi 200 mila e Albignasego con Casalserugo 324 mila euro. Come dire, mal comune mezzo gaudio. «I servizi dei vigili rispondono a un fabbisogno preciso dei cittadini, da cui ci arrivano crescenti richieste di aumentare la sicurezza del territorio» commenta il presidente-sindaco Gastaldon.

E aggiunge: «In ogni caso è essenziale l’attività dissuasoria». Frazzarin, sindaco di Vigodarzere, da parte sua sembra ignorare i fulmini di Pavanetto e dichiara: «La polizia dell’Unione lavora anche su specifici progetti elaborati e finanziati dalla Provincia e dalla Regione, grazie ai quali siamo riusciti ad abbassare notevolmente il numero di incidenti gravi». Quanto al comandante, Romeo Daniele minimizza e ribadisce che il termine «vendemmia» è gergale, come il resto del linguaggio della e-mail inviata ai suoi agenti, che doveva «dare una comunicazione di servizio e non doveva certo essere divulgata e interpretata come il manifesto di una campagna persecutoria nei confronti degli automobilisti».

Ma se qualcuno ha sentito la necessità di far uscire l’e-mail dalle sede dell’Unione e divulgarla, probabilmente è sentore di un disagio o di un dissenso. E quanto prima i vertici dell’Unione dovranno prenderne atto.