L’ Inps estende i permessi per l’assistenza ai disabili
Italia Oggi del 11.10.2005 - di Antimo Di Geronimo

 

Se i genitori del disabile sono totalmente inabili, il diritto ai permessi per assistere il disabile passa al parente più prossimo convivente. Lo ha fatto sapere l’Inps, l’ istituto nazionale per la previdenza sociale, con una circolare emanata il 27 settembre scorso (n.107, disponibile sul sito: www.inps.it). Un chiarimento importante, che avrà ripercussioni anche sul prossimo contratto per la mobilità.

LA DECISIONE DELLA CORTE COSTITUZIONALE

Il chiarimento dell’istituto guidato da GianPaolo S. è stato fornito dopo che la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo l’articolo 42 comma 5 del decreto legislativo 151/2001, nella parte in cui non prevede il diritto di uno dei fratelli o delle sorelle conviventi con soggetto con handicap in situazione di gravità a fruire dei permessi, nel ipotesi in cui i genitori siano impossibilitati a provvedere all’assistenza del figlio in situazione di handicap grave perché totalmente inabili. Intendendo per totalmente inabili i soggetti che io sono in maniera permanente, salvo revisioni del giudizio.
E dunque, in caso di totale inabilità di entrambi i genitori o di un solo genitori (se l’altro è deceduto) di figli in condizioni di handicap grave, riconoscere i permessi previsti dalla Legge n. 104/92 a fratelli o sorelle conviventi con il soggetto gravemente disabile. In proposito restano ferme le restanti disposizioni emanate in materia relative ai fratelli o sorelle in caso di diritto al congedo stesso per le ipotesi di morte di entrambi i genitori. Lo stato di totale inabilità dovrà essere comprovato da adeguata documentazione.

GLI EFFETTI SULLA MOBILITA’

La pronuncia della Corte costituzionale apre nuovi scenari anche per quanto riguarda il diritto alla inamovibilità del parente che assiste il disabile in via esclusiva.
In buona sostanza,sarebbe la sentenza faccia riferimento solo ai permessi(articolo 33, commi 2 e 3 della Legge 104/92) è ragionevole ritenere che, in qualche misura, il mutato orientamento possa riverberarsi anche sul concetto di parente che assiste il disabile in via esclusiva.
Pertanto, in sede di stipula del prossimo accordo sulla mobilità, con ogni probilità, le parti potrebbero recepire quando deciso dalla Consulta.
Fino ad ora, infatti, era pacifico che il genitore avesse diritto ai benefici previsti dalla Legge 104/1992.
Ciò a prescindere dalla esclusività. Ma dopo la sentenza, il diritto ad accedere ai permessi passa automaticamente al figlio convivente, se i genitori sono inabili. E ciò potrebbe determinare anche una integrazione delle condizioni previsti dalla Legge per individuare il soggetto avente titolo alla inamovibilità.