Da gennaio
assegni un po’ più alti anche per gli invalidi civili per
i quali scatta la stessa rivalutazione Istat prevista per gli altri
trattamenti pensionistici. All’aumento, pari all’1,7% si
accompagna un conguaglio per il recupero dello 0,1% non attribuito sugli
importi del 2005. Nel 2006 beneficieranno di un incremento più
consistente (3,04%) le indennità di accompagnamento in quanto
il loro adeguamento non è legato, come per i trattamenti pensionistici,
all’indice dei prezzi al consumo ma alla variazione dei minimi
contrattuali.
LE
PENSIONI
Gli
invalidi totali e parziali, i sordomuti e i non vedenti hanno diritto
ad un assegno che dal 1° gennaio passa da 233,87 a 238.07 euro al
mese. Per i ciechi assoluti l’importo è leggermente più
alto e sale da 252,91 a 257,47 Euro. La pensione non spetta se l’invalido
ha un reddito personale (quello del coniuge non conta) che supera i
seguenti importi:
a) 13.973,26
euro per gli invalidi civili totali, i sordomuti e i ciechi;
b) 4.089,54
per gli invalidi civili parziali e per l’indennità di frequenza
ai minori invalidi civili.
AUMENTO
A UN MILIONE
Dal 1° gennaio 2006 pensioni e assegni salgono a 551,35 euro al
mese per coloro che beneficiano della maggiorazione fino al milione
la mese prevista dalla Finanziaria del 2002. Ne possono beneficiare
gli invalidi totali, i ciechi e i sordomuti che hanno almeno 60 anni
di età e un reddito annuo che non supera i 7.169,55 euro se vivono
da soli o di 12.130, 04 se coniugati.
LE
INDENNITÀ
Dal 1° gennaio vengono rivalutate anche le indennità di accompagnamento.
L’importo mensile sale a 450,78 euro al mese per gli invalidi
civili totali e a 689,56 euro per i ciechi assoluti. A differenza delle
altre prestazioni, le indennità di accompagnamento non sono legate
nè al reddito, nè all’età del soggetto che
le richiede. Un invalido benestante può ottenere quindi l’assegno
di accompagnamento se per le sue condizioni ha bisogno di un’assistenza
continua. L’assegno spetta per 12 mensilità è esentasse
e non viene considerato reddito ai fini degli assegni familiari e dell’integrazione
al trattamento minimo dell’Inps.